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Risposta ai bisogni di eliminazione del neonato nell’Asia indigena: come i bambini apprendono a fare i propri bisogni nel luogo appropriato (seconda parte)

Original article written by Andrea Olson

Infant Potty Training in Indigenous Asia How people potty their babies in countries without diapers Part 2
tutte le citazioni e le foto di questo articolo sono protette da (c) copyright di Laurie Boucke Infant Potty Training (Educazione infantile al vasino)

Ecco a voi la seconda parte della condivisione di storie di vita reale di gruppi di popolazioni indigene in tutto il mondo che ancora accompagnano i loro bambini a fare i propri bisogni nel luogo appropriato senza utilizzare i pannolini.

Oggi scopriremo come si comportano alcuni popoli indigeni in Asia.

Quanto spesso mi viene posta questa domanda: le persone praticano “Elimination Communication” nelle comunità indigene o fanno qualcosa di completamente diverso?

Ho già dato la mia risposta nella prima parte di questa serie, ovvero nell’articolo precedente, che trovate qui.

Ora possiamo proseguire con i racconti di oggi. Ho selezionati i miei preferiti dal libro enciclopedico di Laurie Boucke, Infant Potty Training: a gentle and primeval method adapted to modern living, (Educazione infantile al vasino: un metodo dolce e primordiale adattato alla vita moderna) e uno tratto dal libro Il Concetto di Continuum di Jean Leidloff. (Vi invito a leggerli entrambi se non li conoscete già!).

Come accennato poco fa continuiamo oggi con le abitudini di educazione infantile al vasino in Asia, - wopo aver raccontato dell’Africa nel precedente articolo di questa serie, mentre nel prossimo e ultimo scopriremo come si occupano di questo aspetto di cure al neonato i genitori in Artide e nelle Americhe.

La maggior parte di questi estratti, tranne quello ambientato a Bali che è stato scritto da Jean, viene direttamente dal libro di Laurie, in particolare dalla Parte 4 “Cross-cultural Studies” (Studi interculturali) - se desiderate leggere le storie integrali e più dettagliate scritte da questa pioniera ed esperta della pratica di EC, vi suggerisco di procurarvi una copia del suo libro. C’è anche a disposizione su Kindle un ebook più breve intitolato Infant Potty Basics.

Risposta ai bisogni di eliminazione del neonato nella Polinesia francese: gli abitanti delle isole Marchesi

Il neonato, che non indossa alcun pannolino, viene scostato da chi lo sta accudendo non appena questa persona crede che egli debba urinare. Tutte le successive attività di routine riguardanti la cura e l’igiene del bebè vengono eseguite mentre il bambino è rivolto con il viso verso l'esterno... Quando raggiunge un’età compresa tra i 12 e i 18 mesi... inizia a capire la consuetudine di allontanarsi e uscire per urinare e defecare (come gli adulti).

India: i Lepcha

L'insegnamento del controllo sfinterico si comincia a partire dall'età di tre mesi, quando i neonati vengono portati fuori sul balcone a intervalli regolari; di solito imparano a piangere quando vogliono essere portati fuori e non appena sono in grado di gattonare dovrebbero essere in grado di uscire autonomamente.

India: i Sikh

Le madri sikh generalmente iniziano l'educazione al vasino durante la primissima infanzia. Imparano rapidamente a percepire quando i loro figli hanno bisogno di eliminare attraverso l'osservazione o su consiglio di donne più esperte. Si affidano alle tempistiche di eliminazione che imparano a conoscere, all'intuizione e ai segnali del bambino. Quand’è il momento, la madre si accovaccia e tiene il bambino in posizione tra le braccia oppure si siede sul pavimento o per terra e usa i piedi per formare un sostegno per lui, simile al sedile del water.

Nella società tradizionale sikh, i bambini non utilizzano pannolini. Dalla nascita, vengono accompagnati con naturalezza e indossano una speciale biancheria intima sikh.

Tutta la famiglia dorme nella stessa stanza. Le culle robuste delle dimensioni di un letto singolo sono la norma per i più piccoli. Il bambino di solito dorme sul petto della madre o proprio accanto a lei, senza pannolino. Una madre è così sintonizzata col figlio e si sveglia automaticamente durante la notte quando lui ha necessità di eliminare.

La maggior parte delle madri afferma che i bambini sanno comunicare con efficacia la loro necessità di eliminare tra i 6 e i 9 mesi. Questa loro autonomia tiene conto del fatto che a quell’età un bambino ha ancora bisogno di aiuto per raggiungere il bagno, essere svestito e messo in posizione.

L'educazione infantile al vasino è il metodo standard utilizzato in tutto il paese (dagli indù, dai musulmani, ecc. nonché dai sikh). Inoltre, questo stesso metodo viene utilizzato nei paesi limitrofi densamente popolati come Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka.

Giappone

"Quando il neonato ha un'età compresa tra i 22 giorni e i 10 mesi, la madre inizia a cercare di anticipare la minzione prima che egli bagni il pannolino. Ogni madre si allena a riconoscere i segnali particolari del proprio bambino, ad esempio egli si dimena, fa delle espressioni facciali peculiari e così via, oppure lei tiene mentalmente il conto dell’intervallo di tempo tra una pipì e l’altra. Tenendo il bebè in posizione semiseduta fuori dal bordo del portico, e sostenendolo sotto le sue ginocchia con le mani e con la piccola schiena appoggiata al suo petto, lei lo invita dolcemente a eliminare, ripetendo 'shi-shi' finché lui non minge fuori per terra. se il bebè accoglie la proposta ed elimina, allora lei abbraccia, bacia e loda il bambino. D'altra parte, se non lo raggiunge in tempo e lui è già bagnato, lo terrà sopra il pannolino bagnato dicendo 'shi-shi'. Questo per assicurarsi che abbia eliminato completamente, o se l'intervallo tra i cambi del pannolino è stato lungo, che non urini di nuovo prima di mettergli un pannolino pulito."

Infant Potty Training in Indigenous Asia 3-month old boy wearing comfy cotton Indian infant underwear

Bali (Jean Liedloff)

"Poi ha dato segni di voler fare pipì. Non indossava alcun tipo di pannolino. I genitori gli dissero di andare sul bordo del pavimento (non c'era nessun muro da quella lato) per farla - e il bambino andò da solo, urinò oltre il bordo e tornò indietro. Nessun tono brusco o ansioso. Solo l’informazione, "È lì dove si va". Non in modo arrabbiato o punitivo, e nemmeno permissivo. Era una terza possibilità: dare al bambino le informazioni su cosa si fa, che è ciò che gli esseri sociali vogliono sapere".

Micronesia: le isole Truk

Le madri sono molto sensibili agli orari e ai momenti di eliminazione dei loro figli. "Di volta in volta la madre metterà il bambino fuori dal materassino appena prima che minga. Una ha affermato che sapeva esattamente che suo figlio avrebbe urinato subito dopo essersi svegliato e dopo aver mangiato. La madre, seduta sul pavimento, allunga le gambe davanti a sé e pone il bambino con la testa sulle sue ginocchia e il corpo sdraiato lungo le gambe verso le sue caviglie. Il neonato urina in questa posizione. Dopo averlo posizionato come appena descritto, la madre emette un suono con le labbra in movimento che suona come 'pspspsps.' C'è una parola Trukese speciale per questo suono, ed è sempre usata quando il bambino urina su suggerimento della madre. Presumibilmente rappresenta il suono dell'urina che scorre e dovrebbe dare al bambino l'idea che ora è il momento di mingere. Questa indicazione non è sempre rispettata dal bambino e sul materassino si verificano incidenti. In questo caso, la madre asciuga l'urina con un asciugamano o uno straccio e non esprime preoccupazione per questo...

Dopo un anno il bambino può iniziare a mostrare una certa preoccupazione per il fatto di compiacere i suoi familiari più vecchi in questo senso, ed è il momento in cui gli viene detto ciò che si desidera da lui, anche se mai in modo severo.

"Le madri porteranno fuori di casa i bambini molto piccoli quando sono svegli o in altri momenti in cui è prevedibile che mingano, e li porteranno fuori anche se iniziano a defecare, se questo è conveniente; ma se non lo è, le feci sono semplicemente ripulite dal materassino o dalle gambe della madre o ovunque si trovino senza apparente preoccupazione. I glutei del bambino vengono solitamente puliti con il dito della madre e risciacquati con acqua. Successivamente, quando il bambino impara a camminare, verrà guidato delicatamente all'esterno quando elimina, se avviene un “errore” questo non viene mai punito."

Nuova Guinea: i Kwoma

La madre non fa alcun tentativo di educazione al vasino mentre il bambino è ancora un neonato; lei impara semplicemente ad anticipare i suoi movimenti intestinali e vescicali, sollevandolo rapidamente dal suo grembo e tenendolo sul pavimento di terra. Le feci vengono quindi pulite con una foglia. A volte la madre non solleva il bambino abbastanza velocemente e lui le urina sulla gamba. In questi casi la foglia viene utilizzata allo stesso modo e il bambino non è ritenuto responsabile dell’accaduto.

"L'educazione all’igiene personale inizia all'incirca alla stessa età dell’introduzione di cibi in modo complementare al seno. La madre è relativamente gentile nell'insegnare al bambino le abitudini inerenti al bagno. Gli dice che gli adulti solitamente escono e vanno vicino al mucchio di spazzatura per urinare, e che lui è abbastanza grande per fare lo stesso. Allo stesso modo, fa notare che gli adulti non defecano in casa ma nella latrina domestica. Porta con sé il bambino alla latrina e lo sostiene mentre lui fa i propri bisogni finché non imparerà a occuparsene autonomamente senza assistenza. Quando ho chiesto a un informatore se una madre punisce il figlio che defeca insistentemente in casa, lui mi ha risposto: ‘No, certo che no. È suo figlio, no? Perché mai dovrebbe punirlo? È suo dovere ripulire se lui ha evacuato in casa.' Sebbene questo possa esprimere la posizione teorica del nativo Kwoma, nella realtà il bambino è più riluttante e ostinato, mentre la madre è meno paziente di quanto esprima questa affermazione.”

"Opportune abitudini di pulizia personale di solito sono già instaurate nel momento in cui un bimbo o una bimba raggiunge l'infanzia. Gli informatori hanno affermato che se si verifica un incidente sono affari del bambino stesso, tranne per il fatto che è costretto a ripulire da solo."

Oman

"La fasciatura è comune in inverno. Il bambino è avvolto in un grande pezzo di stoffa che copre tutto il corpo, ad eccezione della testa e dei glutei. L'allenamento del bambino a controllare i movimenti intestinali inizia già tra i quattro e i sei mesi di età (il controllo della vescica è considerato meno importante) e quindi i glutei devono essere lasciati scoperti."

Filippine: i Tarongan

L'abbigliamento consiste in una camicia corta o un vestito. Non vengono indossati pannolini né biancheria intima. "Il bambino è coperto in modo lasco, se non per niente, sotto la vita. Abbiamo notato che in quasi tutti i casi in cui il bambino ha bagnato la madre, la sua risposta è stata semplicemente di spostare il bambino in una parte asciutta del grembo e di spostare la parte bagnata della gonna in modo che si asciugasse. Non c'è stato alcun riconoscimento verbale o facciale dell'incidente... Tuttavia, vengono prese precauzioni contro lo sporco dei vestiti della madre con le feci. Un panno piegato viene tenuto sotto le natiche dei bambini e, dopo la defecazione, il panno viene sostituito... A circa 6 mesi, l'allenamento inizia spostando il bambino in un angolo del portico della cucina sopra la pozza dei rifiuti sia per la minzione che per la defecazione."

"L’educazione al vasino viene intensificata qualche tempo prima dello svezzamento, di solito a circa un anno e mezzo, quando il bambino è in grado di comprendere semplici istruzioni verbali ed esprimere il suo bisogno di urinare o defecare… il controllo dell'intestino, come quello della vescica, viene raggiunto senza apparente resistenza."

Infant Potty Training in Indigenous Asia baby in split training pants

Taiwan

"Portando il figlio sulla schiena, la madre si sensibilizza presto a movimenti o pianti che indicano che egli sta per urinare o defecare, quindi lo rimuove dalla fascia e lo tiene a terra o su un fossato mentre si libera. Inizia così l'educazione al vasino in tenera età, perché quando un bambino minge la madre emette un fischio. Presto, inizia a tenerlo in posizione per eliminare e ad emettere un fischio per incoraggiarlo a urinare."

Verso la fine del primo anno inizia un allenamento più serio. Una volta che i bambini sono in grado di camminare, non hanno problemi, continuando da soli, anche perché indossano pantaloni con apertura sul cavallo. Tutto quello che devono fare per rimanere puliti e asciutti è accovacciarsi.

A partire da quando il bambino ha sei o sette mesi infatti, il pannolino viene sostituito da pantaloni da allenamento - pantaloni che si aprono all'altezza dell'inguine.

"L'educazione al vasino non desta grande preoccupazione o interesse tra le madri taiwanesi. Il contatto intimo tra madre e figlio durante i primi mesi le permette di 'conoscere' molto bene il suo bambino. Le madri affermano di essere in grado di identificare i movimenti irrequieti che il bambino fa prima di urinare e cogliendo questo segnale, esse allargano le gambe del bambino e lo scostano dal proprio corpo. La madre accompagna questo atto con un fischio in modo che col tempo il bambino associ il suono all'attività e svuoti la vescica a comando. I pannolini vengono usati solo di notte e molte madri affermano che anche questi possono essere abbandonati dopo sei settimane. Le madri dicono che possono tenere un letto asciutto reggendo il bambino oltre il bordo più volte ogni notte (il vantaggio di avere pavimenti di terra o cemento) e associando il segnale del fischio. Il controllo intestinale è altrettanto poco drammatico. Quando un bambino può camminare è incoraggiato ad andare in un cumulo di rifiuti o in un canale di scolo. Gli incidenti non sono puniti, a meno che non si contino gli sguardi di disgusto da parte di una sorella maggiore che deve pulirlo. Indubbiamente il gran numero di aree adatte e accettabili dove poter fare i propri bisogni allevia la pressione emotiva sia della madre che del bambino.”

Tibet

Nel loro libro del 1977 The Tibetan Art of Parenting (L’arte tibetana della genitorialità, in inglese), Ann Maiden ed Edie Farwell includono una descrizione generale dell'educazione al vasino tibetana. "L'educazione al vasino spesso inizia attraverso l'associazione con il suono. La madre emette un suono specifico e poi il bambino identifica lentamente quel suono con la necessità di usare il vasino. Presto egli impara a sua volta a emettere questi suoni e, in risposta, la madre gli indica un posto dove eliminare, o porta lei stessa il vaso. Da un anno e mezzo o due anni d’età, il bambino raggiunge l'autonomia e si reca nel luogo adibito ai bisogni in modo indipendente.

Turchia

I pannolini non vengono utilizzati, "il neonato viene messo a dormire nella sua culla infagottato con un tipo di terriccio che assorbe l'urina". Il terriccio umido viene poi fatto asciugare al sole e riutilizzato allo stesso modo. "Occasionalmente una specie di apparato di legno è montato sull'area genitale del bambino, l'urina passa attraverso un tubo collegato a una tazza di ricezione sul pavimento." I bambini indossano abiti senza biancheria intima in modo da facilitare la svestizione per l'eliminazione. La defecazione è una funzione privata che viene eseguita lontano da sguardi altrui mentre la minzione può essere tranquillamente fatta in pubblico. Non appena sono in grado di camminare, i bambini più piccoli vengono accompagnati da quelli più grandi in luoghi specifici per la defecazione. "Un comportamento appropriato in bagno è regolato dalla vergogna e i bambini sembrano imparare rapidamente e in modo sensibile ciò che è loro richiesto."

Spero che vi sia piaciuto ascoltare queste storie tanto quanto io mi sono divertita a condividerle. Un enorme ringraziamento a Laurie Boucke: di nuovo, vi invito a procurarvi una copia del suo libro godetevi la lettura e tutte le foto di questi adorabili resoconti storici riguardo alle abitudini indigene in merito alla risposta ai bisogni di eliminazione di neonati e bambini piccoli, nonché la storia dell'evoluzione delle abitudini occidentali riguardanti questo argomento. Un grande ringraziamento anche a Jean Liedloff: è mancata all'inizio di questo secolo, eppure il suo libro Il Concetto del Continuum ci regala uno sguardo prezioso su com'era la vita nella preistoria in Sud America... qualcosa che probabilmente è già scomparso ormai, sigh! Con tanta gratitudine, Jean.

Qual è la cosa più importante che hai ascoltato o letto dalle storie di oggi? Ti invito a condividerlo nei commenti qui sotto.

xx

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PS: ecco la versione video di questo articolo nel caso lo preferiate su YouTube (in inglese). ;)

All images (c) Laurie Boucke, Infant Potty Training

Traduzione a cura di
Diana Dalle Molle
Consulente certificata Go diaper free
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Diana Dalle Molle

About Diana Dalle Molle

Mi sono formata con Andrea Olson e sono attiva in Italia dal 2018 come Consulente certificata Go diaper free. Credo che i bambini nascano competenti e che come genitori possiamo promuoverne la completa fioritura come esseri umani integri. In questo senso offrire loro ascolto e una risposta immediata, autentica e naturale ai bisogni espressi, è fondamentale per sostenere lo sviluppo dell’autostima, della fiducia in sé stessi e nell’ambiente che li circonda. Condivido la mia esperienza di madre, counselor e consulente per sensibilizzare sul tema dei bisogni di eliminazione e diffondere una corretta informazione. Affianco e supporto genitori e famiglie, sia nei percorsi di Elimination Communication (0/18 mesi) che di Educazione al Vasino (+18 mesi). Offro percorsi individuali e di gruppo per facilitare i genitori ad espandere la qualità delle proprie relazioni familiari e come opportunità per sviluppare attitudini quali ascolto e consapevolezza. Tradurre “Go diaper free”, “Tiny Potty Training” di Andrea Olson, e i principali articoli del blog significa rendere più facilmente accessibili questi contenuti ai genitori che desiderano informarsi ed agire per preservare salute e benessere sia dei bambini che del pianeta. Nella pagina di riferimento per l’Italia https://www.facebook.com/GoDiaperFreeItalia/trovi contenuti, eventi e gruppi di supporto.

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